OBE | Due chiacchiere con | Alessandro Gatti, ZOOCOM

ALESSANDRO GATTI, CEO, ZOOCOM

ZooCom è un’azienda di OneDay, il gruppo che offre mentorship, struttura istituzionale, finanziaria e operativa alle sue società partecipate e controllate, tutte accomunate dal lavorare sul target dei Millennials e della Generazione Z e dall’approccio disruptive al mercato.

 

 

Per quale motivo pensi che il Branded Entertainment sia una leva di comunicazione utile per le aziende?

Se oggi una delle sfide più complesse per un brand o un’azienda è la rilevanza, più che utile definirei il BE imprescindibile. Oltre al lato empatico ed emotivo che va a sollecitare, già ampiamente esplorato, proviamo ad approcciarla da un’altra direzione. Pensiamo, ad esempio, a una piccola azienda con un buon prodotto ma con un budget di comunicazione limitato: che potere ha di imporsi in un’arena dove i competitor investono decine di milioni di euro tra creatività e (soprattutto) media?
Il BE rappresenta una possibilità molto scalabile, a patto di utilizzarlo in maniera strategica e non solo come add-on di una campagna più tradizionale.

Secondo la tua esperienza, in quale direzione sta andando il mercato? Quali trend ci si può aspettare per il futuro? 

Vedo ancora grande spazio di crescita, in termini di volumi per le agenzie e in termini di valore per brand, aziende e consumatori.
Come driver vedo l’integrazione tra piattaforme e territori, in progetti sempre più strutturati, la volontà di emanciparsi per quanto possibile da investimenti media non sempre efficaci ed efficienti, e la crescente richiesta da parte del pubblico di aziende più umane, consapevoli e vicine.

Quali sono secondo te le principali criticità ancora da affrontare oggi per lo sviluppo del mercato del BE e come si possono superare?

Ogni tanto manca un pizzico di coraggio.
Coraggio nel mettersi in gioco e affrontare il mercato con obiettivi a lungo termine. Coraggio nello schierarsi e nel non uniformarsi; invece del solito contenuto real time ormai stra abusato, perché non costruire una storia di valore rispetto alla marca e ai suoi ideali, capace al contempo di tener conto degli interessi dei suoi consumatori?
In più, lavorerei al modo di approcciare più stabilmente il mondo fisico, per esempio attraverso il punto vendita.

Quale progetto nazionale o internazionale dell’ultimo anno ti ha colpito maggiormente e perché?

Mi fa piacere segnalare un progetto non particolarmente strutturato o patinato, anche rispetto a quanto dirò più avanti, ma che ho trovato davvero geniale: si tratta del lavoro di The Jackal per Sky Uno e MasterChef. Siamo di fronte a un caso in cui un brand si mette in gioco e riesce ad essere autoironico, l’insight è semplice e universale, ottima execution e personalità giusta per una ricetta davvero unica.
Per un brand più piccolo, questo potrebbe essere uno dei passi di un percorso virtuoso per arrivare al cuore dei consumatori da conquistare (a patto di avere un buon prodotto, s’intende).

Ci parli di uno degli ultimi progetti di BE al quale hai collaborato? 

Beh sicuramente siamo stati molto felici e orgogliosi di partecipare alla campagna di Nike Nulla può fermarci, dove attraverso la community di ScuolaZoo abbiamo calato sulla GenZ un messaggio tanto forte quanto prioritario, in un mondo sempre più iperconnesso e in uno dei paesi europei con il più alto tasso di abbandono dello sport femminile.
I brand e le aziende possono e devono incidere sulla realtà, portando valore alla comunità.

Guardando al futuro, c’è un progetto, un’idea, un tema su cui ti piacerebbe lavorare e su cui il BE potrebbe essere una leva vincente?

Il nostro lavoro è focalizzato su giovani e giovanissimi, e se da una parte posso ritenerlo un privilegio, dall’altra ci fa sentire responsabili.
Viviamo un importante vuoto di valori, dove si stagliano come giganti le figure di precocissimi game-changer come Greta Thunberg o Malala Yousafzai, o dove le differenze razziali vengono viste in maniera totalmente diversa dai ragazzi delle seconde generazioni rispetto al mondo “degli adulti”.
Mi piacerebbe collaborare con brand o aziende che hanno i valori, la dignità e le potenzialità per cambiare le cose, sinergicamente agli obiettivi più commerciali e di business.

Il tema del prossimo OBE Summit, che si terrà il 14 maggio 2019, è BE Original Brave Entertaining: secondo te in Italia i brand oggi sono originali, coraggiosi e capaci di intrattenere? O pensi ci sia ancora la necessità di lavorare per giungere a questi traguardi?

Parlavamo di coraggio, no? In effetti c’è ancora parecchio lavoro da fare, ma i segnali sono incoraggianti e noi professionisti del settore, insieme a realtà come OBE,  continueremo a proporci con serietà per allargare e strutturare questo approccio e questo mercato.

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